Villa Modda

Villa Modda

Immersa nella campagna della Val di Noto, Villa Modda prende il nome da una pianta spontanea tipica della zona, simbolo del profondo legame con il paesaggio rurale mediterraneo che la circonda.

All’interno del lotto, terrazzato e in dolce pendenza, era presente un complesso di antichi edifici rurali in abbandono, destinati a stalla, ricovero attrezzi e deposito. L’intervento di riqualificazione e ampliamento che porta alla definizione di Villa Modda si inserisce nell’ambito di un progetto più esteso di recupero dei ruderi agricoli, guidato dall’uso di materiali naturali, fattori bioclimatici e tecniche costruttive tradizionali.

L’edificio preesistente, un piccolo volume in pietra con tetto a doppia falda in coppi, viene recuperato e abbracciato da un nuovo ampliamento, generando una composizione planimetrica dall’impronta rettangolare, articolata per fasce.

A partire dall’originario essiccatoio circolare si sviluppa un asse pedonale che attraversa l’intera villa, separando la zona giorno dall’area più riservata con le camere e gli ambienti di servizio, e termina in un soggiorno all’aperto presso un frondoso albero di carrubo.

Site Plan

La cucina e il soggiorno, collocati insieme al patio di ingresso nella porzione dell’ampliamento, si estendono verso ovest nell’ampio pergolato esterno e quindi in una serie di spazi di relazione terrazzati che seguono l’andamento naturale del declivio. Cuore della zona giorno è un volume scultoreo, dalla superficie rivestita in formelle di terracotta smaltata di colore giallo intenso. Questo elemento multifunzione organizza gli spazi interni che gli ruotano attorno: oltre agli impianti di climatizzazione ospita l’armadio del guardaroba, i pensili della cucina e nel soggiorno accoglie un ampio camino, accanto all’isola ribassata destinata al relax.

Ground floor

Le soluzioni costruttive rafforzano l’integrazione dell’architettura con il contesto paesaggistico. L’edificio preesistente è rivestito, come in origine, da conci squadrati di pietra di Noto dalla finitura filo sega. Lo schema di posa con piccoli disallineamenti e la texture ruvida della pietra generano suggestivi giochi di luce e ombra sui fronti, mentre le discontinuità dei conci consentono di filtrare la luce negli spazi interni.

 

Sections

Elevations

La geometria di posa dei blocchi di pietra dialoga con il disegno dei carabottini in ferro, che insieme ai serramenti metallici bruniti permettono di regolare la luce e la ventilazione naturale, trasformando la villa in un organismo capace di aprirsi o isolarsi a seconda delle necessità e delle condizioni climatiche.

Il blocco in ampliamento presenta invece una superficie in cocciopesto marrone a base di calce, arricchito da pigmenti naturali, che richiama i colori della terra e dei frutti della campagna. Se le pavimentazioni interne in pastellone di cocciopesto hanno colorazione simile a quella della pietra di Noto, i marciapiedi esterni sono invece in battuto di cocciopesto dagli inerti più grandi e con una superficie sabbiata. In questo quadro dai colori della terra, spicca la piscina rivestita da un mosaico ceramico verde, che si fonde armoniosamente con le tonalità e il profilo ondulato del paesaggio circostante.

Approfondisci il progetto di valorizzazione del territorio Altonoto.

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